Tutela del patrimonio culturale tramite tecnologie 3D

A marzo sono ufficialmente ripartite le attività del 2026 del Team DIRECT DIsaster and RECovery Team del Politecnico di Torino. Gli studenti dei corsi di laurea magistrale in Architettura e Ingegneria Edile Nicolò Gallo, Cristian Imbriani e Cristina Tosolini hanno partecipato all’acquisizione dati del patrimonio architettonico minore nelle valli Pellice e Germanasca.

Le attività hanno permesso di rilevare gli ambienti esterni e interni dell’Ecole du quartier de la Ravadera del 1866 e della borgata disabitata di Poumarat, a circa 1200 m s.l.m., che sovrasta Perrero e trae il suo nome dai meli.

I modelli 3D ricostruiti permetteranno di affrontare con un maggior livello di conoscenza opere di rifunzionalizzazione e restauro, oltre a recuperare la memoria di questi luoghi, che raccontano la vita, la cultura valdese e la storia delle borgate della Val Germanasca di inizio ‘900. Questi modelli saranno infine inseriti in ambienti di realtà virtuale, rendendoli così fruibili anche a persone con mobilità ridotta e favorendo a tutti l’accessibilità di tale patrimonio.

Durante le giornate sul campo, il team ha sperimentato tecniche di rilievo integrate, combinando strumenti tradizionali e tecnologie avanzate.

Sono stati eseguiti rilievi topografici con ricevitori GNSS per l’acquisizione dei punti di appoggio e la conseguente georeferenziazione dei modelli, affiancati da strumenti laser scanner terrestri (TLS), da sistemi SLAM (Simultaneous Localization and Mapping) per il rilievo mobile e droni, con i quali è stato possibile ottenere nuvole di punti tridimensionali. Camere 360° sono state infine impiegate sui sentieri montani per raggiungere la borgata, al fine di creare un ambiente immersivo per i possibili fruitori.

Le attività sono state supportate dai tutor Francesca Matrone, Nives Grasso e Paolo Maschio del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) e hanno visto la collaborazione di STONEX, che ha permesso di testare in campo lo scanner SLAM ibrido X200go, la cui testa rotante con sensore LiDAR può essere montata sia su supporto manuale per l’acquisizione da terra, sia su drone (DJI Matrice 350) per l’acquisizione aerea di elementi quali coperture o parti altrimenti non raggiungibili.

Un sentito ringraziamento al Team DIRECT – DIsaster and RECovery Team del Politecnico di Torino per l’impegno, la collaborazione e il prezioso lavoro svolto sul campo.

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